Il dibattito su Galilei non sembra ancora concluso. Il suo essere rivoluzionario ha lasciato delle impronte indelebili sul cammino della scienza.
Nel suo tentativo di costruire nuove teorie scientifiche ha fondato i pilastri sui quali si basa la disciplina scientifica, in tutta la sua totalità, come Il metodo scientifico e "nuove" tecnologie come il telescopio, il cannocchiale. Si discute ancora oggi sul suo impatto nella storia.
Galilei ha segnato una netta cesura con l'epoca precedente o ha rappresentato una fase di passaggio verso un nuovo periodo storico?
Certamente le sue innovazioni hanno contribuito a un ribaltamento significativo delle credenze fino a quel momento. Tuttavia bisognerebbe visualizzare l’impatto di Galilei come un minuscolo puntino di un disegno più grande, che ogni giorno con le nuove tecnologie e scoperte, progredisce, rendendolo più nitido.

Galilei rappresentò quindi una fase di passaggio per tre principali ragioni.
In primo luogo, si può notare come Galilei sia profondamente influenzato dal passato. Sia guardando con ammirazione l'operato del padre Vincenzo, guida indispensabile alla riscoperta dell'antico, sia per una sua innata tendenza allo scoprire con spirito critico e curiosità, Galilei fonda le sue radici nell'età ellenistica dalla quale prende ispirazione. Prenderà a modello infatti i grandi scienziati del periodo aureo. Per questo si può affermare che la rivoluzione scientifica non avviene “da un giorno all'altro” ma è frutto di uno studio immersivo e approfondito delle radici e dei grandi che lo hanno preceduto.
In secondo luogo la filosofia ci insegna come la scienza moderna si concentri sull'utilità pratica, su modelli che funzionano, senza rincorrere una verità che sia assoluta e universale.
Allo stesso modo Galilei è alla ricerca di teorie scientifiche per un progresso scientifico continuo. Quest'ultimo non deve essere inteso come il raggiungimento di un qualcosa che sia inconfutabile bensì, come la scienza moderna, è aperto a revisioni e dati che possono contribuire al perfezionamento del sapere.
Galilei segna una fase di passaggio in quanto contribuisce alla rivoluzione scientifica senza essere eccessivamente attaccato al conseguimento di una verità assoluta, non modificabile. Infine a sottolineare quanto espresso in precedenza viene in aiuto l'atteggiamento scettico.

Si potrebbe posizionare Galilei nel bel mezzo dello scetticismo perché questo orientamento filosofico mira al dubbio, alle domande che sorgono di fronte a dottrine preesistenti, che talvolta sembrano addirittura contraddirsi.
L'atteggiamento scettico è tipico di uno scienziato che guarda incuriosito ma dubbioso le scoperte del tempo. Tuttavia Galilei invece di restare in silenzio (AFASIA) di fronte alle contraddizioni delle altre dottrine e sospendere il giudizio (EPOCHÈ) sceglie di perseguire la pace dell'animo, il benessere interiore (ATARASSIA) andando contro alle incongruenze del passato. Galilei, come scienziato, vuole essere utile alla scienza e al conseguente progresso scientifico e lo fa rappresentando una fase di passaggio verso un nuovo periodo storico.
In conclusione, nel riconoscere l’attaccamento di Galilei al passato, considerando una visione filosofica della scienza moderna come tendenza al progresso e in questo l'aderire a un pensiero di tipo scettico, Galilei diviene non solo l’esempio unico di come la mente umana possa inventare, scoprire e lasciare il segno, ma l'icona, l’idolo di una fase di passaggio verso una nuova epoca.
Arianna Montali 4B LSA
