➢ Nome e Cognome: Lorenzo Eusebi
➢ Indirizzo frequentato: Liceo Scienze Applicate
➢ Anno in cui ti sei diplomato: 2017
➢ Occupazione attuale: Impiegato in un tour operator
➢ Progetti futuri: Viaggiare
LA SCUOLA
● Com’era l’ambiente scolastico relativamente al rapporto con i compagni e con gli
insegnanti?
Molti dei rapporti stretti durante gli anni delle superiori li coltivo ancora. Alcuni di questi
proprio con gli insegnanti. Certamente ho avuto esperienze positive e negative con entrambe
le parti, ma è normale: così sono i rapporti umani. Mi sono sicuramente servite, perciò
benedico tutte le esperienze che ho avuto con loro.
● Che livello di preparazione ti ha dato la scuola secondo te?
Sicuramente la preparazione datami è stata fondamentale come base di partenza nell’ambito
universitario, specialmente per quanto riguarda il metodo di studio. Però più che “dare”, direi
che la scuola “offre”. Spetta poi allo studente la decisione di scegliere se e cosa prendere.
Comunque sono convinto che il ventaglio di materie insegnate mi abbia dato la possibilità di
ampliare i miei orizzonti — accademici e non.
● Quanto di ciò che hai imparato ti è servito nel mondo del lavoro/all’università?
Tutto e niente. Con questo non sto assolutamente dicendo che la scuola sia stata inutile, anzi,
è stata importantissima per prepararmi a quello che è venuto dopo. Però, se è vero che
conoscere qualche nozione aiuta in contesti accademici, è anche vero che queste nozioni non
risolvono sempre tutto. Gran parte di ciò che so l’ho imparato fuori dalle aule, sperimentando
e cogliendo tutte le esperienze che mi sono state offerte — viaggiando, ad esempio. Maturare
personalmente, ho sempre pensato fosse mille volte più importante di prendere il massimo in
un compito. Insomma, è importantissimo quello che viene insegnato, specialmente se a
insegnarlo sono i professori di cui ho parlato poc'anzi, però va poi applicato e integrato con
tutto ciò che gravita attorno.
● Un ricordo particolare o un episodio che non scorderai mai?
Di quegli anni mi sono rimaste impresse alcune sensazioni nostalgiche che non si possono
percepire nel momento in cui le si vive: l’odore della ricreazione, il tono di voce dei
professori nel chiamare il mio nome e quel nodo allo stomaco prima di un’interrogazione:
tutte cose che ti accorgi di aver avuto quando ormai non ci sono più. Impressioni che, col
passare del tempo, assumono tutto un altro sapore.
I momenti migliori li tengo nel cuore, principalmente per gelosia — e per alcuni, diciamo che
la prescrizione non è ancora scattata.
Tuttavia, se dovessi raccontare un momento che riassuma gli anni delle superiori, penserei
certamente a quando mi sono presentato all'esame orale finale con una valutazione di 8/15
nella seconda prova di matematica, materia nella quale non ho mai brillato. Entrando, dissi
sorridendo alla professoressa che mi squadrava assieme alla commissione: “visto prof.,
finalmente ho preso 8!”
IL PERCORSO DOPO SCUOLA
● Hai scelto di fare l’università? Che cosa hai studiato e in che università?
Appena uscito dalla scuola, complice il bellissimo rapporto che ho avuto con la scienza e i
professori dell'epoca, mi sono fiondato a Camerino per studiare chimica. Esperienza durata
un anno, quando mi sono reso conto che non faceva per me — e sono stato molto contento di
averlo capito provando e fallendo per un anno intero. Dopodiché ho completamente cambiato
indirizzo e mi sono iscritto a Beni Culturali e Turismo a Macerata, perché viaggiare è sempre
stata più di una semplice passione. L'esperienza mi è piaciuta talmente tanto che dopo la
triennale ho deciso di continuare e conseguire la laurea magistrale in International Tourism
and Destination Management.
● Com’è avvenuto l’ingresso nel mondo del lavoro?
Più graduale di quel che mi aspettassi. Ho cominciato con lavori di ogni tipo: barista,
cameriere, parcheggiatore, receptionist, assistente alle vendite, banconista — qualsiasi cosa
mi venisse offerta. Ed è stato estremamente utile a capire che cosa mi piace fare e cosa no,
dato che nemmeno l'università ha saputo indicarmelo. Ora sono impiegato in un tour operator,
ma chissà cosa mi riserva il futuro.
● Che cosa ti piace del tuo lavoro?
Il fatto che coincida anche con una mia passione: stare in contatto con turisti e agenzie di
viaggio e trattare mete esotiche e particolari, è un’esperienza ogni giorno diversa e in cui si
impara sempre qualcosa di nuovo.
Vorrei aggiungere una cosa che non mi è stata chiesta, ma che mi sembra importante dire.
Capisco quanto possa essere utile, sia per gli studenti sia per i professori, raccontare certi
percorsi: serve a valutare i risultati di un’esperienza formativa, ma anche ad aiutare e
motivare chi è incerto o sta attraversando un periodo difficile. Allo stesso tempo, però, credo
che spesso si tenda a romanticizzare molto la scuola, l’università e il lavoro, rischiando a
volte di ottenere l’effetto opposto. Non c’è niente di sbagliato nel misurare, valutare e
raccontare un percorso; penso solo che sia importante ricordare che scuola e lavoro contano,
certo, ma non sono tutto. È un consiglio che avrei voluto ricevere anch'io, ogni tanto.
Un sentito ringraziamento a Lorenzo Eusebi per aver accolto con entusiasmo la nostra proposta e per la sua disponibilità nel raccontarci la sua storia di vita, dentro e fuori dalla nostra scuola! Grazie per aver contribuito ad arricchire generosamente la sezione “Gli Amici del Meucci” del nostro giornale di Istituto!
La redazione
