La Costituzione spiegata a mia figlia è un romanzo che nasce dal desiderio di spiegare la Costituzione italiana a una figlia con parole semplici, senza rinunciare alla precisione e al valore profondo delle regole che tengono insieme il nostro Stato.
La Costituzione è il documento fondamentale su cui si basa lo Stato, inteso come l’insieme delle persone che vivono in un determinato territorio e che riconoscono valori, regole e istituzioni comuni. È stata redatta per evitare che chi governa possa esercitare un’autorità assoluta. In Italia, per quasi un secolo, è rimasto in vigore lo Statuto Albertino, una Carta concessa dal re facilmente modificabile, che non garantiva realmente i diritti dei cittadini. Questo rese possibile, durante il fascismo, la soppressione di molti diritti fondamentali. Dopo la caduta del regime fascista e la fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia decise di darsi una nuova Costituzione. Con il referendum del 2 giugno 1946 il popolo scelse la Repubblica e venne eletta l’Assemblea Costituente. La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Essa può essere modificata attraverso una procedura complessa. Tuttavia, la forma repubblicana non può mai essere cambiata. Per questo si distinguono norme modificabili e norme immodificabili.
Uno dei principi fondamentali è quello di eguaglianza. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, ma lo Stato ha anche il compito di rimuovere gli ostacoli economici, sociali e culturali che impediscono una reale parità. A ciò si collega il principio della pari dignità sociale che ha permesso nel tempo di superare molte discriminazioni, in particolare quelle subite dalle donne che solo nel 1946 hanno potuto votare e successivamente hanno conquistato la parità nella famiglia, nel lavoro e nell’accesso alle cariche pubbliche. La Costituzione condanna ogni forma di razzismo, ripudiando le leggi razziali del 1938, approvate dal regime fascista contro gli ebrei e tutela le minoranze linguistiche, garantendo in alcune regioni l’uso della lingua madre. Inoltre, riconosce il diritto di asilo agli stranieri perseguitati. Vengono garantite le libertà fondamentali, tra cui quella religiosa, personale, di pensiero e di comunicazione. Lo Stato italiano è laico: ogni persona può professare liberamente la propria religione, purché i riti non siano contrari al buon costume. Dopo i Patti Lateranensi del 1929 e il nuovo Concordato del 1984, la religione cattolica non è più religione di Stato. La libertà personale è un diritto inviolabile. Nessuno può essere arrestato o detenuto senza un atto motivato dell’autorità giudiziaria. Non sono ammesse pene corporali né la pena di morte e queste devono tendere alla rieducazione del condannato. La privazione della libertà è possibile solo in seguito alla commissione di un reato. Il giusto processo garantisce l’equilibrio tra accusa e difesa e si fonda sulla parità delle parti, su un giudice terzo e imparziale, sul contraddittorio, sulla ragionevole durata del processo e sul diritto alla difesa, anche tramite un interprete per coloro che non conoscono la lingua italiana.L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Il lavoro è sia un diritto che un dovere, perché consente a ogni cittadino di contribuire al progresso della società. La Costituzione tutela il lavoratore, garantendo una retribuzione dignitosa, il riposo, le ferie, le assicurazioni sociali e la libertà sindacale, compreso il diritto di sciopero.
La libertà di iniziativa economica privata è riconosciuta, ma deve rispettare l’utilità sociale e la dignità umana. Accanto all’economia privata esiste quella pubblica: alcuni beni e servizi possono essere riservati allo Stato per fini di interesse generale. Anche il diritto di proprietà è garantito, ma non è assoluto, poiché deve avere una funzione sociale ed essere accessibile a tutti. La proprietà può essere espropriata solo per motivi di interesse pubblico e nei casi previsti dalla legge. Esistono inoltre beni pubblici, detti demaniali, che non possono essere privatizzati. Tra gli altri diritti di libertà vi sono quelli di circolazione e di soggiorno, l’inviolabilità del domicilio, la segretezza della corrispondenza e delle comunicazioni, le libertà politiche e il diritto di voto, che è personale, eguale, libero e segreto. La Carta fondamentale riconosce il principio di solidarietà. Ogni cittadino ha doveri politici, economici e sociali. I cittadini devono contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità economica e difendere lo Stato. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione attraverso la democrazia diretta e rappresentativa. L’Italia è una Repubblica parlamentare fondata sulla separazione dei poteri: legislativo, esercitato dal Parlamento, esecutivo esercitato dal Governo e giudiziario, esercitato dalla Magistratura. Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale ed è il garante della Costituzione mentre la Corte Costituzionale controlla che le leggi siano conformi alla Costituzione. Infine, la Costituzione riconosce le autonomie locali. Lo Stato è organizzato in Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato centrale. Le decisioni devono essere prese, quando possibile, dall’ente più vicino ai cittadini, secondo il principio di sussidiarietà.
Alessia Sbura 5A LSA
