12 Luglio 1944: l’eccidio di Offagna tra razzia e memoria

Nell'estate del 1944, con la linea del fronte che si avvicinava all’Adriatico, i paesi attorno ad Ancona vissero giorni di grande tensione. Tra questi Offagna, un borgo medievale a pochi chilometri dalla città, dove il 12 luglio 1944 si consumò un tragico episodio di violenza che costò la vita a otto persone. Questo episodio è ricordato oggi nella memoria locale e in una targa posta nel 2008 all’interno del Museo della Liberazione di Offagna, il quale conserva reperti, fotografie e documenti relativi alla campagna d’Italia. Riguardo l'avvenimento citato, per avere informazioni più dettagliate, ho intervistato brevemente delle persone che hanno vissuto tale evento sulla propria pelle, possiamo dunque ricostruire l'accaduto. Quel giorno dei soldati tedeschi, probabilmente in stato d’ebbrezza, irruppero nelle case di alcuni cittadini offagnesi, alla ricerca di donne e soldi. L'irruzione più cruenta avvenne nell'abitazione della famiglia Lucantoni, dove i proprietari cercarono invano di contrastare l'ingresso dei soldati. Le uniche a salvarsi furono le due figlie più piccole che la madre fece nascondere nella gabbia dei conigli. Le due bimbe videro con i loro occhi il massacro avvenuto in casa; nonostante tutto riuscirono a salvarsi. I soldati, inoltre, uccisero sulla strada il contadino Vittorio Cardellini. L’episodio rientra nel contesto di razzie, perquisizioni violente e rappresaglie che caratterizzarono i giorni della ritirata tedesca in quella zona. Le targhe degli uomini e delle donne uccise sono ancora visitabili nell'edicola funeraria del cimitero di Offagna. Questo evento rappresenta per la storia del nostro paese un punto fermo contro la lotta al nazifascismo, per ricordare quanto questi avvenimenti abbiamo segnato la storia, anche in un piccolo borgo medievale come Offagna. La memoria dell’eccidio è rimasta viva nella comunità attraverso testimonianze orali, pubblicazioni locali e cerimonie. Nel 1965 il monumento dedicato alla Resistenza ad Ancona ha ricordato l’eccidio della famiglia Lucantoni nella sua tavola commemorativa. Inoltre, nel 2008 è stata apposta una targa ricordo relativa all’eccidio all’interno del Museo della Liberazione di Offagna, situato nei locali sotterranei del Monastero di S. Zita. Il museo raccoglie materiali, come fotografie, armi e documenti, sulla campagna d’Italia e sulla liberazione di Ancona. Conserva inoltre testimonianze locali che aiutano a contestualizzare episodi come quello del 12 luglio 1944.


Lorenzo Guidobaldi, 5 Alsa

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