Nella “Sala Buzzati” del Corriere della Sera si è tenuto un incontro promosso dalla Fondazione Corriere e sostenuto da Esselunga, che ha riunito studenti da tutta Italia per riflettere sul ruolo della Costituzione nella tutela dei diritti delle generazioni future. Noi studenti della 5 Alsa abbiamo seguito a distanza l’evento. Protagonisti dell’evento sono stati Massimo Sideri, giornalista e docente di innovazione, e la professoressa Silvana Sciarra, ex presidente della Corte Costituzionale e membro dell’Accademia dei Lincei. Insieme hanno offerto un dialogo ricco di spunti sul significato dell’articolo 9 e sul valore della partecipazione dei cittadini nella difesa dell’ambiente e della democrazia.
La professoressa Sciarra ha spiegato come la Corte Costituzionale non sia un’istituzione distante, ma un punto di riferimento concreto per la tutela dei diritti. La Corte interviene ogni volta che una legge può entrare in contrasto con la Costituzione o quando sorgono conflitti tra Stato e Regioni, come spesso accade nelle questioni ambientali. Un esempio significativo è il caso del fine vita: la Corte, pur senza sostituirsi al Parlamento, ha riconosciuto il valore della libertà e della dignità della persona, dimostrando sensibilità e attenzione verso i temi più delicati della società.
L’articolo 9 occupa un posto speciale nella nostra Carta, perché unisce la cultura e la ricerca scientifica, due ambiti che rappresentano insieme la base del progresso umano. Nella versione originale recitava: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.” Massimo Sideri ha messo in evidenza come la congiunzione “e” unisca i due saperi, umanistico e scientifico, che troppo spesso vengono considerati separati. La professoressa Sciarra ha ricordato anche l’articolo 33, che sancisce la libertà dell’arte e della scienza, valori fondamentali per una società libera e democratica.
Nel 2022 l’articolo 9 è stato rinnovato con un comma che impegna la Repubblica a “tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.” Si tratta di un passaggio storico, perché la Costituzione riconosce ufficialmente il dovere di proteggere il pianeta e di agire pensando non solo al presente, ma anche al domani. Questa riforma è strettamente legata all’articolo 41, che stabilisce che l’attività economica deve rispettare la salute, la dignità e l’ambiente. In questo modo, la libertà d’impresa viene bilanciata con la responsabilità verso la collettività. Già prima della modifica del 2022, la Corte Costituzionale aveva dato un’interpretazione ampia del concetto di “paesaggio”, includendo in esso la tutela ambientale come parte integrante della cultura e dell’identità italiana. Anche a livello europeo sono emersi esempi significativi, come quello delle “signore svizzere”, che hanno ottenuto una storica vittoria davanti alla Corte di Strasburgo per la difesa del diritto alla salute e di un ambiente vivibile.
Uno dei messaggi più importanti emersi dal dibattito è che la Costituzione è viva solo se viene conosciuta e utilizzata. La professoressa Sciarra ha invitato i giovani a diventare protagonisti del cambiamento, attraverso tre strumenti fondamentali: la conoscenza, che nasce dallo studio e dal pensiero critico; la collaborazione, partecipando a gruppi e associazioni; e l’impegno civico, che consiste nell’usare la legge e le istituzioni per migliorare la società.
La giustizia intergenerazionale, oggi riconosciuta dalla Costituzione, invita a pensare non solo al nostro benessere, ma anche a quello di chi verrà dopo di noi. È un principio di solidarietà che unisce le generazioni nella responsabilità comune di proteggere il pianeta e garantire un futuro sostenibile. Il dibattito alla Sala Buzzati ha mostrato come la Costituzione italiana sia un testo vivo, capace di adattarsi ai tempi e di affrontare le sfide del mondo contemporaneo. La riforma dell’articolo 9 rappresenta un passo importante verso una società più giusta, consapevole e rispettosa dell’ambiente.
Massimo Sideri ha concluso l’incontro con un aneddoto celebre sull’incontro tra Albert Einstein e Charlie Chaplin. Einstein disse: “Tu non dici nulla e tutti ti capiscono,” e Chaplin rispose: “Tu parli al mondo intero e nessuno ti capisce.” Questa battuta racchiude il valore universale dell’arte e della scienza: due linguaggi diversi ma capaci di cambiare il mondo.
Allo stesso modo, la Costituzione parla a tutti noi: basta saperla ascoltare. Tocca soprattutto alle nuove generazioni conoscerla, difenderla e mantenerla viva, per costruire un futuro più equo, solidale e rispettoso dell’ambiente.
Alessia Sbura, 5 Alsa
